Innovation manager: una figura chiave per l’evoluzione aziendale

Nella frenetica corsa verso la digitalizzazione, un fenomeno sempre più diffuso tra le imprese italiane ed internazionali, emerge la necessità di una guida esperta che possa districarsi attraverso le complesse sfide della trasformazione aziendale. Questa figura cruciale è l’Innovation Manager, un professionista specializzato nella gestione dell’innovazione e del cambiamento.

Mentre alcune aziende abbracciano con fervore le potenzialità delle nuove tecnologie, altre restano ancorate a metodologie obsolete, rischiando di essere spazzate via dall’evoluzione del mercato. Ecco quindi spiegata l’importanza degli Innovation Manager, veri e propri architetti del cambiamento.

Tra le varie realtà imprenditoriali italiane, sono le PMI ad essere particolarmente sensibili ai vantaggi offerti dall’Innovation Manager. La loro struttura più snella e la maggiore flessibilità consentono loro di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del mercato, rendendo l’intervento di un Innovation Manager ancor più prezioso ed incisivo.

Chi è e cosa fa un Innovation Manager?

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) definisce l’Innovation Manager come un “professionista specializzato nel campo digitale, capace di interpretare, definire e attuare progetti e processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale”.

Questo esperto di digitalizzazione e nuove tecnologie ha il compito di innovare le aziende che necessitano di una trasformazione digitale e tecnologica. Collabora con la dirigenza per promuovere il cambiamento, introducendo nuovi prodotti o linee di prodotto e innovando le modalità organizzative e i processi di produzione. Solitamente, possiede almeno cinque anni di esperienza o ha ricoperto ruoli manageriali in startup innovative. Può essere assunto direttamente dall’azienda o agire come consulente esterno, inserito temporaneamente nell’organizzazione per guidare il processo di trasformazione.

Il manager dell’innovazione assume diverse responsabilità, inizialmente agendo come analista dei processi e delle dinamiche aziendali per identificare le aree di miglioramento più rilevanti. Inoltre, si impegna nel ruolo di facilitatore del cambiamento, promuovendo e sviluppando una cultura dell’innovazione all’interno dell’azienda. Per svolgere efficacemente queste mansioni, è fondamentale possedere conoscenze approfondite in ambito economico, tecnico-scientifico o informatico, oltre a mostrare un forte interesse e competenza nelle nuove tecnologie.

Quali requisiti deve avere un innovation manager?

Nell’ambito dell’innovazione manageriale, sono richieste competenze speciali, soprattutto di natura relazionale e comunicativa. Non è un caso che la principale sfida per un professionista dell’innovazione sia spesso rappresentata dalla cultura aziendale preesistente, caratterizzata da una certa resistenza al cambiamento o, addirittura, dall’ostilità verso soluzioni esterne, fenomeno noto come sindrome del “not invented here”.

La capacità chiave di un Innovation Manager è quella di percepire e favorire il cambiamento, progettando e realizzando iniziative volte a superare i vecchi schemi. La leadership assume un ruolo fondamentale in questo contesto, offrendo la motivazione e la spinta necessarie per abbracciare il nuovo.

Inoltre, la capacità di innovare, creare, essere curiosi e mentalmente aperti sono qualità fondamentali per stimolare la ricerca di nuove opportunità e per promuovere un ambiente favorevole all’innovazione. La visione strategica rappresenta un ulteriore requisito per l’innovation manager, che deve essere in grado di individuare i fattori e i trend che avranno un impatto significativo sull’azienda o sul mercato di riferimento, e di guidare l’azienda verso un processo di evoluzione.

Infine, una competenza trasversale essenziale è quella dello storytelling. Questa tecnica di comunicazione e persuasione, basata sulla narrazione, consente di coinvolgere e motivare attraverso storie condivise e personali, facilitando così l’adozione dell’innovazione all’interno dell’organizzazione.

Come diventare Innovation Manager

L’innovation manager è un professionista specializzato nell’implementazione della digitalizzazione e nell’ottimizzazione dei processi interni aziendali. Questa figura possiede una vasta gamma di competenze, definite comunemente come T-shaped skills, che includono sia conoscenze specifiche di settore sia capacità trasversali, consentendo un approccio olistico al lavoro.

Il ruolo dell’innovation manager può essere ricoperto da un professionista con esperienza consolidata nel contesto imprenditoriale, come un direttore generale, un imprenditore, un responsabile di ingegneria e R&D, un consulente o un manager.

La differenza sostanziale risiede nell’esperienza pratica accumulata sul campo. Quindi, chi ricopre questo ruolo deve aver maturato esperienza in almeno uno degli ambiti della digitalizzazione. Non è un caso che il 70% degli innovation manager abbia un background nel settore ICT.  

Attualmente, esistono diversi percorsi per acquisire le competenze necessarie per diventare un innovation manager, che vanno dai master universitari a corsi specializzati. I percorsi specialistici sono pensati sia per coloro che già operano nel campo dell’innovazione e desiderano consolidare le proprie conoscenze e ottenere una qualifica riconosciuta, sia per chi aspira a distinguersi in concorsi o colloqui lavorativi.

Un corso per innovation manager deve basarsi sugli standard internazionali che regolano la gestione dell’innovazione, compresa la digitalizzazione dei processi aziendali. Gli standard ISO 56000, ad esempio, forniscono una guida essenziale non solo per le realtà italiane, ma anche per quelle europee e internazionali.

Per agevolare le aziende nell’individuare professionisti qualificati, il Mimit ha istituito un apposito albo degli Innovation Manager. Ogni iscritto all’albo ha una scheda descrittiva che elenca gli anni di esperienza in specifici settori, come analisi dati, computazione quantistica, sicurezza informatica, prototipazione, robotica avanzata, internet delle cose, e così via.

Come iscriversi all’albo degli Innovation Manager?

Tramite una specifica procedura prevista dal Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è possibile accreditarsi in veste di manager per l’innovazione o di società di consulenza qualificate. In questo modo è possibile far parte di un registro di professionisti in grado di offrire servizi di consulenza specializzata alle PMI e alle associazioni di imprese, mirati a sostenere i processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione aziendale e il miglioramento delle strutture gestionali e organizzative.

Come certificarsi Innovation Manager sulla piattaforma del Mimit? 

Innanzitutto bisogna soddisfare i requisiti previsti dal Decreto interministeriale del 7 maggio 2019, tra cui: 

  • Essere registrati negli albi o negli elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, le associazioni di rappresentanza dei manager o organizzazioni simili.
  • Avere l’accreditamento negli elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso le Regioni per poter beneficiare di contributi regionali o comunitari conformi agli obiettivi del Decreto.

Inoltre, bisogna essere in possesso di almeno uno dei seguenti titoli:

  • Dottorato di ricerca nelle discipline delle Scienze matematiche e informatiche, Scienze fisiche, Scienze chimiche, Scienze biologiche, Ingegneria industriale e dell’informazione, Scienze economiche e statistiche;
  • Master universitario di secondo livello in una delle suddette discipline, accompagnato da prove documentali di esperienza lavorativa di almeno 1 anno presso imprese operanti nei settori sopra elencati;
  • Laurea magistrale in ambiti correlati alle aree menzionate, insieme a documentazione comprovante almeno 3 anni di incarichi svolti presso aziende dei settori ammissibili;
  • Esperienza lavorativa documentata di almeno 7 anni presso imprese nei settori specificati.

Il modulo di domanda deve essere inoltrato in via telematica sul portale PA Digitale di Invitalia, accedendo tramite SPID. Successivamente, il richiedente riceverà un’attestazione che conferma l’avvenuta presentazione della domanda. Una volta scaduti i termini per la presentazione delle richieste di iscrizione, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy stabilisce l’elenco dei manager dell’innovazione ammessi.

Quanto guadagna un Innovation Manager?

Come abbiamo constatato, questa professione richiede una vasta gamma di competenze, spesso interdisciplinari, e diverse soft skill. Trattandosi di un ruolo di livello medio-alto, può contare su una retribuzione di tutto rispetto, variabile in base al tipo di azienda. 

Il salario medio per un innovation manager in Italia si attesta sui 45.000 euro all’anno. Posizioni “entry level” hanno uno stipendio medio di circa 35.000 euro annuali, mentre coloro con più esperienza possono guadagnare fino a 60.000 euro all’anno. Tra i professionisti più qualificati, una significativa percentuale percepisce retribuzioni superiori ai 100.000 euro. 

Nel caso in cui un’azienda decida di assumere un innovation manager interno, ci si potrebbe orientare verso la consulenza esterna. In questo contesto, la retribuzione lorda annua per un dipendente interno può costituire un punto di partenza per le trattative contrattuali.