Come gestire il linguaggio del corpo durante il colloquio di lavoro

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Il linguaggio del corpo durante il colloquio di lavoro è determinante. Può essere considerato importante quanto quello verbale. La comunicazione non verbale può aiutare a sembrare più convincenti agli occhi dei selezionatori.
Chi si candida per conquistare un determinato ruolo dovrebbe comprendere fin dall’inizio che sta proponendo prima di tutto se stesso. “Sapersi vendere”, in termini professionali, risulta davvero fondamentale nel processo di selezione, poiché la prima impressione è quella che conta e ci attribuisce un’etichetta più o meno positiva.
Alcune ricerche di settore hanno addirittura dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo entro i primi 5 minuti.

L’importanza del linguaggio del corpo al primo colloquio

Il nostro corpo è un grande strumento di comunicazione, perché ci dice chiaramente come siamo noi e come sono gli altri.
Un curioso studio statunitense pone l’attenzione sull’importanza dei diversi aspetti comunicativi nella fase di ricezione di un messaggio. Dalla ricerca sono emersi interessanti risultati: la comunicazione paraverbale (tono, volume, ritmo della voce) ha un’influenza del 38%, il linguaggio del corpo ha un’influenza del 55%, mentre la comunicazione verbale (parole) influisce solo per il 7%.
Durante un colloquio di lavoro è importante dunque riuscire a mantenere il pieno controllo della situazione e mostrarsi sicuri di sé, anche quando la paura cerca di prendere il sopravvento. Un candidato in grado di comunicare sicurezza attraverso un corretto linguaggio del corpo farà certamente un’impressione migliore di uno che, in preda al panico, aspetta solo di tornare a casa.

Ecco qualche consiglio per gestire al meglio il linguaggio del corpo durante il colloquio di lavoro, esercitandosi a controllare l’ansia da prestazione in modo da evitare quelle mosse che potrebbero trasmettere insicurezza ai selezionatori.

Sedersi in modo composto

La posizione del corpo può essere influenzata dallo stato d’animo, dalla situazione, dalle emozioni e dalla personalità.
Tutti i colloqui vengono affrontati in posizione seduta, perciò uno degli errori più frequenti consiste nell’assumere una cattiva postura. Chi sta con la schiena reclinata indietro trasmette una sensazione di eccessiva e ingiustificata confidenza, come se si trovasse un po’ troppo a proprio agio in una situazione che invece richiederebbe formalità, attenzione e compostezza. Al contrario, chi tende ad inclinarsi in avanti comunica chiusura, insicurezza e volontà di difendersi dagli altri.
Cerca sempre di assumere una postura adeguata e formale durante il colloquio, dato che inciderà parecchio sull’idea che il selezionatore si farà di te. 

Evitare di incrociare le braccia

Incrociare le braccia è il gesto più evidente di barriera e di chiusura, ormai è risaputo. Esso viene eseguito quando ci si vuole difendere da qualcuno o si vogliono prendere le distanze da chi ci sta parlando. Quando assumi questa postura delle braccia durante un colloquio darai al selezionatore l’impressione di non essere predisposto alla comunicazione e risulterà difficile intrattenere una discussione in maniera fluida e disinvolta.

Sorridere

Il sorriso è uno dei modi più comuni per rompere il ghiaccio, nonché un’arma molto potente ed efficace, se utilizzata in maniera appropriata. La tua disponibilità lavorativa, infatti, può essere mostrata anche tramite un sorriso.
Se ti presenti al colloquio di buon umore e con un bel sorriso darai l’idea di essere una persona serena e che ama relazionarsi agli altri anche in ambito professionale. Iniziare il colloquio con un sorriso spontaneo ti sarà utile per conquistare la fiducia e l’approvazione del selezionatore, per poi passare al successivo e tanto atteso passo dell’assunzione. Un pizzico di simpatia ti aiuterà a stemperare la tensione e ti farà apparire più cordiale davanti al selezionatore.

Evitare di giocherellare con gli oggetti

Se stai sostenendo un colloquio e ti senti agitato non toccare continuamente il meccanismo di chiusura della tua borsa, non allentare il colletto della camicia come se ti stessi strozzando. E ancora: evita di sfogare la tensione giocherellando con la cravatta o con la collana, arrotolandoti capelli, o stracciando pezzetti di carta, poiché apparirai ancora più nervoso di quanto tu non lo sia già. Non aggrapparti ai braccioli della sedia come gesto di salvataggio, ma tieni le mani aperte con i palmi rivolti verso l’alto, così da mostrare apertura e onestà.

Mantenere il contatto oculare

Il contatto oculare è una delle forme di interazione interpersonale più coinvolgenti. Guardare il proprio interlocutore negli occhi può indicare attenzione verso il discorso che si sta affrontando o semplicemente sicurezza in se stessi.
I candidati che reggono un adeguato scambio di sguardi pare vengano percepiti come più competenti e intelligenti rispetto a quelli che, invece, evitano di incrociare gli occhi dell’esaminatore.
Se non guardi il selezionatore negli occhi in fase di colloquio potresti dargli l’impressione di essere timido e in soggezione nel migliore dei casi, o addirittura disonesto e diffidente.

Attenzione alla stretta di mani

L’ultimo consiglio che suggeriamo per gestire il linguaggio del corpo durante il colloquio di lavoro è di prestare attenzione alle mani. Stringere la mano è uno dei modi più consueti per entrare in contatto con un’altra persona. Dare una stretta di mano solida e vigorosa (ma non troppo energica e prolungata nel tempo altrimenti si rischia di risultare invadenti!) genera un’impressione molto positiva sull’altro, soprattutto in ambito lavorativo. Il modo in cui diamo la mano parla di noi: in questo segno di saluto intervengono molte variazioni che possono dire molto sul nostro interlocutore e sul tipo di relazione che intende instaurare. Se la tua presa è fiacca sei indubbiamente una persona timida, introversa, schiva, e diffidente.

Atteggiamenti, espressioni e gesti rivelano molto di noi, più di quanto vorremmo. Imparare a gestire il linguaggio del corpo durante il colloquio di lavoro può determinare il successo dello stesso e l’affidamento dell’incarico in questione.

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