Ecco le domande che puoi fare al recruiter al primo colloquio di lavoro

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Tipicamente, il primo colloquio di lavoro arriva poco dopo il diploma o poco dopo la laurea. Si tratta di un momento molto importante nella vita professionale di ogni giovane, poiché costituisce il primo vero punto di contatto con il mondo del lavoro dopo gli studi. Certo, in precedenza qualcuno avrà affrontato dei colloqui di lavoro per delle occupazioni stagionali o per dei tirocini, ma qui si parla invece di un lavoro stabile, della prima occupazione dopo gli studi, sulla base della quale si definirà il proprio percorso professionale. Ma quali sono le giuste domande da porre al recruiter al primo colloquio?

Le giuste domande da porre al recruiter al primo colloquio

Forse questo sarà il primo di una lunga serie di colloqui di lavoro, da affrontare un dopo l’altro per trovare il posto perfetto; o forse sarà uno dei pochi colloqui di lavoro che si affronteranno nella propria vita. Una cosa è certa: rispetto al passato, le persone si trovano ad affrontare nel corso della propria carriera professionale un numero più alto di colloqui, per il semplice fatto che si tende a cambiare un maggior numero di posizioni nel corso degli anni. Per questa ragione è fondamentale arrivare preparati e con le idee ben chiare.

In questa circostanza è infatti fondamentale dare un’ottima impressione di se stessi, ma a volte recuperare informazioni sull’azienda e prepararsi una serie di risposte ad effetto per i potenziali selezionatori può non essere sufficiente. Spesso, per fare la differenza ed emergere dalla fila di candidati che vorrebbero il nostro stesso posto di lavoro basta usare un pizzico d’astuzia, rivolgendo alcune semplici domande a chi sta dall’altra parte della scrivania durante il primo colloquio.

  • “Come si svolge una tipica giornata lavorativa?”

Questa è la domanda migliore per riuscire a immaginarvi nel ruolo, così da capire se fa davvero per voi o no.

  • “Il ruolo per cui mi candido è nuovo all’interno dell’azienda? In caso contrario, come è cambiato negli anni?”

La risposta vi permetterà di capire quanto il ruolo che vi propongono si è evoluto nel tempo e se le ultime tecnologie introdotte nei processi di lavoro lo hanno modificato. Porre questa domanda dimostrerà che siete predisposti a compiere passi in avanti e che avete un’attitudine positiva nei confronti del cambiamento. Inoltre, potrete sfruttare quanto emergerà dalla risposta per mettere in evidenza la vostra conoscenza dei più recenti trend del settore.

  • “Ci sono possibilità di crescita?”

Questa è un’altra domanda classica, che dimostra la vostra ambizione. La risposta rivelerà inoltre come il talento viene nutrito e promosso all’interno dell’azienda.

  • “Quali saranno i miei principali interlocutori?”

Capire la portata del proprio ruolo dalla job description dell’annuncio non è sempre facile. Per questo, chiedere quali saranno i principali referenti può essere utile per valutare se le proprie competenze siano adatte al ruolo offerto.

  • “Mi può parlare del team di lavoro?”

Provate a cercare di capire chi saranno i vostri colleghi prima del colloquio. Se questo non fosse possibile, provate a carpire quanto più potete dal selezionatore. Andare d’accordo con i colleghi è fondamentale per essere soddisfatti ed avere una vita lavorativa felice.

  • “Che vantaggi può trarre l’azienda dalla mia collaborazione?”

Questa domanda costringerà il vostro esaminatore a dirvi quello che davvero si aspetta da voi. Avrete così un’informazione da sfruttare a vostro vantaggio nel resto del colloquio.

  • “Sono disponibili programmi di training e formazione?”

Domandare se l’azienda prevede piani di training e formazione per i propri professionisti è indice che siete disposti ad acquisire nuove capacità e competenze per il bene dell’azienda. Inoltre, apprendere nuove skills è fondamentale per la propria crescita professionale a prescindere dalla posizione che si occupa all’interno dell’azienda.

  • “Con quale frequenza verranno valutate le mie performance?”

Questa domanda indica che siete motivati e che volete fare carriera all’interno dell’azienda. In più, agli occhi del selezionatore guadagnerete punti perché dimostrerete di essere aperti a ricevere sia lodi sia critiche sul vostro rendimento.

  • “Com’è lavorare qui?”

Può sembrare una domanda azzardata e rischiosa, ma vi farà apparire curiosi e interessati alla realtà dell’azienda. Dalla risposta, infatti, potrete trarre conclusioni sulla cultura dell’azienda e valutare se sia l’ambiente organizzativo che state cercando.

  •  “Quali saranno i prossimi step?”

Non dimenticate di domandare quali saranno le fasi seguenti nel processo di selezione. In questo modo, arriverete preparati agli step successivi.

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