Come superare un licenziamento e ripartire

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Ci sono accadimenti, come la fine di un’amicizia o la perdita di una persona importante, che possono rimanere impressi profondamente causandoci stati depressivi. Che la vita sia come una montagna russa, costituita da alti e bassi, ne siamo ben coscienti, tuttavia ogni volta che ci prospetta circostanze complicate la sofferenza diventa una variabile inevitabile. Reagire in maniera ottimistica ad uno spiacevole evento non è affatto facile: per riuscirci, bisogna possedere una notevole forza d’animo e la capacità di essere positivi, intravedendo la leggendaria luce in fondo al tunnel. Se poi il contesto spiacevole dipende dal  lavoro il discorso vale ugualmente, anzi.

Spesso il licenziamento causa un dolore equivalente ad una rottura amorosa. Del resto si trascorre la  maggior parte del proprio tempo a lavorare e ne consegue che il risultato altro non può essere che una forma di forte unione con esso, molto simile a quella che si crea in una  relazione romantica.

Per tali ragioni qui di seguito troverai qualche suggerimento per affrontare il licenziamento più velocemente e ripartire alla  grande.

Cambia la percezione del licenziamento

L’autostima di chi viene licenziato inizia a vacillare perché subisce un duro colpo che può portare la persona a mettere seriamente in dubbio le sue capacità. Sentirsi “rifiutati” e rendersi conto che le giornate non saranno più intense come prima non è una transizione di  poco conto. Perché per quanto ripetitive e stressanti potevano essere le funzioni, restituivano delle sensazioni di gratificazione e soddisfazione capaci  di compensare gli aspetti peggiori.

Le ragioni che possono portare un datore di lavoro a licenziare un lavoratore sono molteplici. Solitamente – soprattutto in tempi di Covid – c’è chi è costretto a fare dei tagli sul personale per cause economiche. In questo caso non è necessario continuare a frustarsi  e rimuginare perché la causa non è da imputare a se stessi. D’altro canto c’è chi, invece, licenzia perché non valuta soddisfacenti le prestazioni ed i risultati dei dipendenti. In questa circostanza occorre analizzare le dinamiche con più attenzione per comprendere cosa nel rapporto lavorativo non ha funzionato come avrebbe dovuto. In questa fase diventa necessario essere un autocritici: può solo essere proficuo in vista di lavori futuri.

In ogni caso  non è necessariamente negativo cambiare. Questa occasione può aprire nuove porte e regalare spazio a nuove aspettative ma bisogna  essere pronti ad accogliere le novità. Queste arriveranno solo quando si inizierà a considerare l’accadimento in maniera differente, con più ottimismo e positività. La vita è dinamica e cambia continuamente le carte in tavola. Il licenziamento resta un evento negativo ma può cambiare  l’angolazione del punto di vista per affrontare più velocemente il duro colpo.

Non chiuderti

La notizia del licenziamento genera un insieme di  emozioni complesse da gestire. Per alleggerirne il carico è consigliabile condividere i pensieri e parlare apertamente degli stati d’animo con le persone più care. Tuttavia scegli bene chi saranno i destinatari dei tuoi sfoghi: qualcuno potrebbe infastidirti con giudizi o frasi poco sentite. Non soffocare quello che stai provando e permetti agli altri di aiutarti.

Non perdere la fiducia in te stesso

Se sei stato licenziato, questo significa che qualcosa non è andato come doveva. Il pensiero che ciò che hai fatto per diversi anni non sia stato abbastanza per trattenerti nell’organizzazione può causarti un forte dolore e farti sentire anche tradito, così i pensieri che ti fanno dubitare di te prendono il sopravvento. Questo è l’errore più comune e grande che si possa commettere: l’insuccesso che stai vivendo non deve convincerti che sei un incapace.

Identifica le sensazioni che stai sperimentando (delusione, angoscia, rabbia) e riparti da una puntigliosa analisi di ciò che può farti raggiungere un alto livello di consapevolezza. Cogli questa occasione per imparare a conoscerti meglio e per comprendere più approfonditamente cosa desidereresti fare in futuro.
Per andare avanti però devi continuare a nutrire stima per te stesso e a non perdere la fiducia nelle tue abilità. D’altronde, per aver lavorato molto tempo nella stessa società, qualche ragione ci sarà stata, giusto? 

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